A modo mio

Un dito percorre la mia pelle, il mio petto, lo stomaco, l’ombelico morbido. Mi sfioro lentamente come il mio risveglio, mentre tu che devi già uscire mi guardi di sguincio. Ti sei alzato da poco e cerchi di far piano per non svegliarmi, anche se sai che tanto alla prima sveglia il mio sonno è finito fino alla prossima nottata.
Ieri sei stato dolce, carino, sensuale.
Il mio dito, le mie dita, continuano a percorrere il mio corpo seminudo, come tu lo hai lasciato.
Mi guardi come se volessi farmi di nuovo l’amore, mentre io sono ancora un po’ addormentata e mi sveglio piano mentre tu mi penetri.
Ti devi vestire, invece, e io continuo a cercarmi. So che un po’ ti piace, ti piace quando finalmente mi trovo e comincio a carezzarmi sotto le mutande, alla ricerca di ciò che ieri hai reso felice e turgido. Vorrei essere io la tua sveglia e svegliarti mordicchiandoti la pelle, cercando i capezzoli con la bocca mentre ti tocco e altre parti del tuo corpo si ingrossano e piangono. Forse ti sta succedendo anche ora, ma non riesco a vedere se i tuoi pantaloni si gonfiano, se la cinta contiene ciò che non vorresti contenere.
E io sono sola, come quando ero adolescente e la masturbazione era un esperimento quotidiano, una lotta tra me e il mio corpo e i suoi desideri e chi frequentavo e non sapeva soddisfarli. Ormai sei pronto per uscire e vieni a baciarmi sulle labbra. Io ti offro anche le dita per fartele succhiare, farti sentire il sapore di me di nuovo per portartelo sulla lingua finché non entri a lavoro, e perché le mie dita possano scivolare meglio su di me, mentre anche io un po’ ti penso, e lo faccio di traverso. Mi vengono in mente altre persone, altre mani, altri sapori, ma poi torna il tuo, prepotente, sarà perché ce l’ho ancora addosso, sarà perché ancora non hai chiuso la porta e già mi manchi.
Le mie gambe si stringono attorno alla mia mano, alle mie mani, mentre una percorre con due dita la clitoride l’altra si insinua dove tutto diventa più fluido e non capisco più la differenza tra dentro e fuori.
Quando la porta di casa sbatte e tu mi saluti sto già ansimando.
Buona giornata amore mio, torna presto stasera, penso.
Ho solo il tempo di sorridere e girarmi nel letto finché la radio non parte con la rassegna che mi ricorda che anche per me è giunto il momento di alzarmi, prepararmi, tornare a lavoro.
Ho il ventre teso e ancora voglia.

Soundtrack: https://www.youtube.com/watch?v=4E-1rkj60Z0