Prime volte

Si stava provando il vestito per la festa ma non era soddisfatta. Troppa pancia e poco seno per riempirlo per bene. Il vestito però le piace tanto: spalle scoperte e stretto in vita rosso. Si guardava e riguardava e qualcosa non tornava e non sapeva cosa.

Avrebbe voluto un uomo, lì, in quel momento.

Il matrimonio della sua amica era il giorno dopo e posò il vestito sulla sedia.

Cominciò a scorrere la rubrica: quella sera non aveva voglia di restare sola. Non ne aveva voglia e scrisse un messaggio a Tom, poi si mise la canottiera con cui dormiva (lunga, nera, trasparente) e si stiracchiò e si addormentò con la mano sul pube, come a sentire più vicini i suoi istinti insoddisfatti.

Si svegliò con una vibrazione e il messaggio di Tom che le rispondeva, dicendole che poteva passare da lei. Il loro rapporto era chiaro e semplice, non si amavano, ma si volevano molto bene, e finivano sempre a letto, senza impegno. Era la prima volta che lei lo chiamava così, ma aveva un’urgenza tra le gambe da soddisfare.

Lui entrò in casa e la baciò, conscio che non era per chiacchierare che l’aveva chiamato. Lei lo prese per il colletto della camicia a quadri, trascinandolo verso la stanza. Profumava di mare, lui che non aveva lavorato in quel sabato afoso, e lei ne annusò la salsedine. Quando furono in stanza lei gli leccò piano il collo, mentre sbottonava la camicia. Lui le infilò una mano sotto la canottiera, tirandola su. Scese sul suo corpo magro e minuto e abbassandole gli slip iniziò a leccarle la clitoride.

Era dolce il giusto, ma a lei non bastava.

Lo prese delicatamente per la testa e decise che voleva fargli vedere una cosa nuova: una nuova prospettiva sul mondo. Lui fiutò qualcosa di diverso nell’aria e si irrigidì un po’. Era contento di darle piacere.

“Ora il piacere te lo dò io”, disse lei. E si abbassò su di lui e gli girò intorno, abbassandogli i pantaloni iniziò a leccare prima all’altezza dell’osso sacro, poi sempre più giù nella fessura. Lui era sempre più rigido e tremava.

Quando lei provò a farlo adagiare sul letto, lui si oppose un po’

  • tutt’ok?

disse lei.

  • sì, certo…era bello.

Fu il momento delle carezze e della lingua e lui si piegò piano piano. Gemeva ed era bello sentirlo. Intanto il suo buco del culo si rilassava e apriva e lei iniziò a entrargli dentro con un dito prima, due poi.

C’era saliva e c’era un po’ di paura e un po’ di godimento e lei lo penetrò sempre più forte, mentre lui la seguiva quasi urlando. Gli chiese come stesse e lui rispose che lo voleva. Ma cosa?

Lei si ricordò di avere in casa un doppiodildo, lasciato lì da una precedente avventura…

Si spostò un attimo a cercarlo e lui rimase in attesa, sdraiato sulla pancia, pensando a chissà che razza di donna avesse trovato per il suo cammino, con i nervi a fior di pelle.

  • Non mi va.

Disse lui quando lei tornò, con indosso un dildo di dimensioni che  a lui parvero esagerate. Blu elettrico tra le gambe di lei.

Lei lo leccò ancora un po’, facendolo di nuovo tremare.

  • sicuro?
  • no. in effetti no.
  • proviamo?

Lui annuì, eccitato e spaventato al tempo stesso.

Poi, lei iniziò piano a entrargli dentro e tutto fu più fluido di come l’avesse immaginato: il suo bizzarro muoversi ritmicamente sulle ginocchia, che le parve una prova di rodeo bellissima, mentre lui gemeva. Intanto le si muoveva dentro l’altra parte del dildo e dopo poco sentì che stava per venire. Si avvicinò a lui e rallentò battiti e movimento.

Gli prese dolcemente il pene tra le dita e iniziò a farlo coprire e scoprire, mentre lei andava a ritmo col bacino. Quando sentì che lui stava per venire dalle contrazioni e l’affanno, si mosse più velocemente fino a quando lui non collassò, e lei sopra di lui, in un orgasmo simultaneo imprevisto, che li fece abbracciare.

Lei pensò al matrimonio, al vestito, alla pancia.

Pensò che erano stronzate di fronte al tipo che aveva di fronte, che respirava piano, mentre lei gli teneva la mano sul torace e ne controllava i respiri.

Si addormentarono sereni, mentre a lui dolorava ancora un po’ l’ano, e lei lo carezzava dolce cingendolo da dietro e con il pube un po’ a contatto col suo sedere morbido.